La scuola riapre: eppùr si muòve!

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Una voce fuori dal coro? 

Chi apre la porta di una scuola, chiude una prigione” Victor Hugo

 

Sulla scuola, nella scuola, dalla scuola arrivano voci e pensieri, dubbi e costellazioni di paure  sui rischi del contagio che oggi esistono e per cui bisogna intervenire con regole del tutto nuove.  La scuola oggi rappresenta una preoccupazione che invade a diversi livelli la mente di genitori,  insegnanti, presidi, bidelli, ministri e studenti. Un possibile focolaio di contagi, eppure la scuola è  da sempre stata un focolaio di emozioni sia per gli studenti che per i genitori.  La tradizione psicoanalitica entro cui mi sono formata, nonché l’ esperienza clinica con i  pazienti, mi ha aiutata a pensare e a riflettere sull’importanza di comprendere l’ambiente di  sviluppo del bambino e dell’adolescente. Oltre la famiglia, un riferimento essenziale nella crescita  individuale, è sicuramente la scuola, teatro di dinamiche non solo cognitive ma soprattutto  emotive che influiscono sul processo evolutivo (Clementina Cordero di Montezemolo, Carla Corsi,  Mariavittoria Di Febbo, Daniela Lucarelli, Mercedes Lugones, Selene Mancinelli, Silvia Ronconi,  Francesca Spacca, Flaminia Vacchini, 2020)  

 Pensare a questa riapertura scolastica ha evocato in me quella nota frase che tutti abbiamo  sentito almeno una volta nella vita: eppùr si muòve! Non sarà la scuola a girare intorno alle  famiglie e agli studenti fino ad entrare nelle loro case e nella costellazione di menti immobilizzate  dalla paura della pandemia, ma saranno loro, studenti e studentesse, a rimettersi in cammino con  curiosità e paura verso quello che a volte rappresenta un territorio enigmatico, e oggi più che mai  incandescente, ovvero la scuola. 

 Una riflessione la mia, che ruota intorno al possibile vissuto emotivo di bambine e bambini,  ragazze e ragazzi, che si apprestano a re-incontrare questo pianeta. Leggiamo numerosi articoli  sulla idoneità o meno delle scuole italiane, da sempre! Ma ancora di più in questo momento  storico di emergenza sanitaria la ripartenza sembra incerta e tutto funzionare male. La paura  dell’inizio dell’anno scolastico non è mai stata forse più grande di quella che tutti proviamo oggi.  Genitori e figli, professori e studenti hanno bisogno di un luogo sicuro in cui vivere le ore che sono  o diventeranno per alcuni tra le più significative della vita.  

 La scuola oltre ad essere un luogo di apprendimento è il luogo della socializzazione, dello  scambio, del confronto, non solo con gli adulti ma anche con i pari, e per questo è il focolaio delle  più vivide emozioni. E se durante il lockdown, attraverso la didattica a distanza, la scuola ha  mantenuto ove possibile, e non sempre, il filo dell’apprendimento, il filo della socializzazione  invece si è inevitabilmente spezzato. Oggi si tenta di riannodare quel filo, questa apertura per  molti rappresenta un sollievo, forse proprio per quei ragazzi e ragazze che hanno conosciuto la  scuola dentro la loro stanza e oggi sentono più che mai il bisogno di ridefinire gli spazi fisici e  concreti per poter riavviare i confini sempre più interni della propria individualità e dunque  socialità, riappropriandosi della vita in luoghi esterni, diversi e differenziati in cui muoversi, fare  esperienza di sé e dell’Altro. La scuola è il luogo della socialità, degli sguardi, dei corpi in  movimento, dei corpi immobili, ma sempre vibranti, ora per il timore di una interrogazione ora per  l’euforia di aver imparato qualcosa di nuovo. 

 Ci sono le distanze di sicurezza da rispettare, i banchi monoposto e altre regole da seguire e  allora che tipo di socializzazione è possibile oggi? É tutto da scoprire, sia per noi esperti sia per  coloro i quali vivranno in prima persona questa esperienza, bisognerà trovare le parole per narrala  affinché non rimanga una marcia solitaria. Siamo tutti in cammino verso la scuola, certamente  l’ignoto fa paura, ma siamo in cammino e non più fermi dentro una stanza con il mondo che ci  entra dentro.  

 

Riferimenti bibliografici a cui mi sono ispirata: 
Clementina Cordero di Montezemolo, Carla Corsi, Mariavittoria Di Febbo, Daniela Lucarelli, Mercedes  Lugones, Selene Mancinelli, Silvia Ronconi, Francesca Spacca, Flaminia Vacchini, Gruppo di Studio SIPsIA  sul digitale #allepreseconilvirtuale (2020) “La scuola in una stanza: quale didattica per l’emergenza?”  Pubblicato sul sito SIPsIA il 7-giugno-2020

1 Comment

  1. Matteo Sadurny ha detto:

    Mi è piaciuto molto il tuo invito a guardare ai ragazzi nel rispetto della loro creatività e l’accento posto nell’incoraggiare la capacità degli adulti a non anticipare ma a saper accogliere gli elementi inediti che verranno da questa situazione. Traspare il tema che ognuno ha il suo spazio e così si può giocare senza caos, tema al quale, come avrai capito, tengo molto.

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