Con l’aiuto del cinema…. un viaggio nel mondo delle fantasie infantili

Sono passati otto anni da quando il progetto SIPsIA Toons, nato dalla nostra passione personale e dalla curiosità per il mondo del cinema d’animazione ha visto la luce presso la nostra sede. 
Otto anni in cui abbiamo riguardato insieme, ci siamo emozionati e abbiamo analizzato un gran numero di pellicole.
Abbiamo trovato nel cinema d’animazione l’occasione imperdibile per poter esplorare il mondo delle fantasie infantili entrando, per così dire, direttamente dentro di esse.
Come il mondo delle fiabe rappresenta e mette in scena i conflitti e le paure inconsce del bambino che le ascolta, i cartoni animati, che inizialmente proprio alle fiabe si ispiravano, rappresentano infatti, in modo figurato, gli stessi conflitti.
Quando raccontiamo le fiabe, ce ne facciamo tramite e manteniamo il nostro ruolo adulto nei confronti del bambino, siamo la guida che accompagna il bambino nell’incontro con i contenuti più spaventosi del proprio inconscio, rassicurandolo con la consapevolezza che dopo la lotta contro “il male” arriverà il lieto fine. 
“Le fiabe dicono più che la verità. E non solo perché raccontano che i draghi esistono, ma perché affermano che si possono sconfiggere” ci dice G.K. Chesterton.
Nel Cartone animato la rappresentazione grafica, momento ludico e magico, pone noi stessi nella condizione infantile di identificarci con un protagonista con il quale forse abbiamo smesso di avere un rapporto costante ma che pure è vivo e pulsante dentro di noi, così, quando guardiamo con i bambini un cartone animato, possiamo attraversare insieme a loro, tenendoci per mano, la porta che divide il mondo reale dalla fantasia. 
Nel nostro progetto abbiamo scelto le pellicole che ci avevano toccato, coinvolto, commosso cercando in ognuna di esse il racconto sottotraccia, quello che la storia apparentemente semplice “per bambini” portava con sé, quel “qualcosa” che ci tocca ci emoziona e ci aiuta ad affrontare la realtà.
Abbiamo visto film Disney, Pixar, i delicati disegni animati di Hayao Miyazaki e altri film meno conosciuti ma significativi e densi di emozioni, abbiamo riso, ci siamo commossi ed emozionati ritrovando dentro di noi le tracce del bambino che siamo stati e avendo al contempo l’opportunità di rileggerne le storie in un’ottica psicoanalitica.

In questo momento stiamo tutti vivendo una situazione fortemente destabilizzante, una realtà, che davamo per scontata, si è capovolta all’improvviso facendoci sentire impreparati e sconcertati, i nostri impegni a volte pesanti e insopportabili si sono dissolti lasciandoci senza punti di riferimento.
Cosa accade ai bambini in questa situazione? Anche i loro ritmi, la scansione delle giornate le differenze tra impegni e tempo libero sono saltate.
La realtà è diventata inquietante e perturbante, le cose apparentemente innocue sono divenute potenzialmente pericolose e “i grandi”, persino loro, hanno paura.
Cosa succede nella mente del bambino? Come può gestire il rapporto tra realtà e fantasia? La realtà di fatto è, ora come non mai, invadente e pressante, lo spazio per la fantasia sempre più ristretto e costretto nello spazio fisico dei pochi metri quadri di casa.
E allora il cartone animato, la realtà alternativa di un mondo fantastico, la possibilità di vivere e mettersi alla prova in un mondo simbolico, lottare per la giustizia, sconfiggere i cattivi e arrivare ad un lieto fine risolutivo e rassicurante appare fondamentale. 
Il cartone mette in scena il mondo intrapsichico, gli dà corpo, lo rende intenso e presente, attiva la funzione simbolica e preserva la capacità di immaginare che rende la mente infantile così ricca e versatile ma anche fragile e delicata.
Quale migliore occasione che questa forzata immobilità quindi per riguardare questi capolavori con i nostri bambini (o perché no, anche da soli), riscoprire le risorse del proprio mondo interno e proteggere la propria capacità immaginativa.

Abbiamo deciso anche per questo motivo di condividere con voi le nostre riflessioni sulle pellicole che abbiamo guardato nel corso del nostro progetto, brevi commenti dei colleghi che le hanno presentate nelle nostre belle mattinate insieme.
Buon viaggio allora nel mondo delle fantasie infantili, che sono quelle dei nostri bambini ma fortunatamente e sperabilmente anche le nostre!

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